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L'agesci in Italia PDF Stampa
Lunedì 26 Maggio 2008 13:26

 L'Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani (AGESCI) è un’associazione che si propone di educare i giovani attraverso lo scautismo, metodo educativo inventato da Robert Baden – Powell attorno al 1907.

L’Agesci è nata il 4 maggio 1974 dall’unione di ASCI (Associazione Scout Cattolici Italiani) e AGI (Associazione Guide Italiane), oggi conta più di 170.000 iscritti, è diffusa sull’intero territorio nazionale, sia nei capoluoghi di provincia che nei piccoli comuni.

Attraverso il servizio di circa 30.000 adulti educatori propone il metodo scout a ragazzi e ragazze dai 7 ai 21 anni in oltre 2000 diverse realtà locali parrocchiali, di quartiere o di paese.

L’Agesci è riconosciuta dalla CEI (Conferenza Episcopale Italiana), dal Dipartimento di Protezione Civile (è intervenuta in quasi tutte le emergenze verificatesi dal terremoto del 1976 in Friuli fino ai giorni nostri), ha stipulato protocolli d’intesa con il Ministero dell’Ambiente e il Ministero della Pubblica Istruzione, è attiva nel volontariato tramite il servizio svolto dagli adulti e dai giovani di età compresa fra i 18 e i 21 anni, collabora con diversi altri enti, realtà associative e del volontariato nazionali e internazionali (Unicef, Fao, Unhcr, Tavola della Pace, Forum del Terzo Settore, Focsiv, ecc.).

Breve storia dello scautismo in Italia

Lo scautismo cominciò a svilupparsi in Italia all’inizio del Novecento. I primi esperimenti avvennero nel 1910 a Bagni di Lucca, in Toscana, e a Genova, con i “Ragazzi esploratori italiani”.

Gli esperimenti si ripeterono un po’ dappertutto, ma la prima vera organizzazione con riconoscimento internazionale fu il CNGEI (Corpo nazionale dei giovani esploratori italiani e Unione nazionale delle giovinette esploratrici), fondato nell’ottobre del 1912. È un’associazione a cui possono aderire ragazzi e ragazze di qualsiasi religione.

Nel 1916 nacque invece l’ASCI, dal metodo fortemente simile a quello del Cngei, ma di ispirazione cattolica. Le due associazioni si svilupparono progressivamente finché non incapparono negli ostacoli del fascismo, che non ammetteva esperienze educative non controllate dal proprio partito. Dal 1927, una serie di decreti governativi sempre più duri contro lo scautismo costrinse con la forza le associazioni a sciogliersi.

Ma non tutti gli scout accettarono queste violenze e formarono delle squadriglie, le “Aquile randagie”, che continuarono clandestinamente l’attività scout tra mille pericoli. Alcuni di questi scout, durante la guerra di Liberazione, dopo il 1943, entrarono a far parte delle formazioni partigiane, e vi fu chi venne ucciso.

Nel 1943, ancora durante la guerra, venne fondata l’AGI (Associazione guide italiane), la corrispondente femminile dell’Asci, sempre di ispirazione cattolica.

Con gli anni cinquanta, lo scautismo riprese vita: in ogni città si rispolverarono le vecchie uniformi, molti gruppi scout ricominciarono a fare uscite e campi, ma soprattutto nacque una miriade di nuovi gruppi. Tutte le diverse associazioni conobbero una ripresa costante.

L’avvenimento forse più rilevante nella storia dello scautismo italiano avvenne nel 1974, quando l’Asci e l’Agi decisero di fondersi, creando un’unica associazione composta di ragazzi e ragazze, che si sforzò di conservare le tradizioni migliori di entrambe, e che prese il nome di Agesci. Da allora in poi l’Agesci ha conosciuto una crescita vertiginosa, giungendo a toccare negli anni novanta quasi 200.000 associati.

In Italia vi sono alcune altre associazioni scout di minore sviluppo; la maggiore tra queste è la FSE (Associazione italiana guide e scout d’Europa cattolici), conosciuta più brevemente come Scout d’Europa, fondata nel 1976.

Il Cngei e l’Agesci fanno parte della FIS (Federazione italiana dello scautismo), che mantiene i rapporti con le grandi organizzazioni mondiali maschile Wosm e femminile Wagggs. Ciò che sembra un elenco di sigle in realtà si traduce nel servizio di ragazzi e adulti che dedicano il loro tempo a fare in modo che il metodo di Baden-Powell. sia applicato correttamente, e ad aiutare la nascita e lo sviluppo dello scautismo in quei paesi dove le difficoltà economiche o politiche sono più forti.

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